C’è chi i libri li conserva, e chi li vive. Mauro era uno di quelli che li viveva, ogni giorno. Dire che fosse un bibliotecario sarebbe riduttivo. Mauro è stato un bibliofilo visionario, un artista ironico, uno scrittore raffinato e un collezionista curioso: un uomo capace di trasformare ogni oggetto in una storia, ogni biblioteca in un mondo.
Ha diretto la Biblioteca Nazionale di Cosenza e poi, per quasi vent’anni, la Biblioteca Nazionale di Napoli, nella splendida sede di Palazzo Reale. Ma non si limitava a custodire il sapere: Mauro apriva le porte, creava ponti. Grazie a lui la biblioteca si è trasformata in un crocevia internazionale di cultura, dove le collaborazioni con università di tutto il mondo – tra cui quelle americane per lo studio dei papiri ercolanesi – si affiancavano a eventi straordinari: mostre d’arte, presentazioni, e perfino le celebri lezioni di Umberto Eco, che in quello spazio risuonavano come concerti di intelligenza e passione.
Mauro aveva il dono raro di mescolare erudizione e leggerezza.
I suoi scritti – titoli come Il morbo di Gutenberg, L’importanza di essere un libro, E l’ottavo giorno creò il libro – sono piccole gemme in cui il libro diventa protagonista, compagno, creatura viva. Con uno stile ironico e affilato, sapeva raccontare il mondo dei lettori come pochi.
Ma Mauro non amava solo i libri. Collezionava segnalibri, papillon, gemelli, matite, macchinine, penne. Ogni oggetto parlava di lui, della sua cura per il dettaglio, della sua gioia per le piccole cose, del suo sguardo bambino e insieme sapiente. Era anche un bozzettista talentuoso: sapeva disegnare idee e umori con la stessa naturalezza con cui raccontava un aneddoto o apriva un volume raro.
Chi lo ha incontrato, anche solo una volta, ricorda la sua gentilezza brillante, il suo amore sincero per la cultura, il suo spirito lieve ma profondo. Mauro non ha mai smesso di costruire mondi, dentro e fuori dalle pagine.
È scomparso nell’aprile del 2023, ma la sua voce continua a risuonare tra gli scaffali delle biblioteche, nei suoi scritti, e nei sorrisi di chi ama ancora perdersi dentro un libro.
Chi lo ha incontrato, anche solo una volta, ricorda la sua gentilezza brillante, il suo amore sincero per la cultura, il suo spirito lieve ma profondo.
Mauro non ha mai smesso di costruire mondi, dentro e fuori dalle pagine.
